top of page

12 Febbraio 2018 - Redipuglia

Il Sacrario di Redipuglia si trova sul Monte Sei Busi in provincia di Gorizia, è composto da 22 enormi gradoni con sopra la scritta “Presente” che si rifà al rito d'appello dello squadrismo ove il capo delle squadre gridava il nome del camerata defunto e la folla inginocchiata rispondeva con il grido «Presente». Il Sacrario raccoglie le salme di oltre 100.000 soldati italiani caduti nella Prima Guerra Mondiale, di cui 60.000 ignoti.

Il sacrario fu realizzato sul progetto dell’architetto Giovanni Greppi e dallo scultore Giannino Castiglioni. Il monumento è tipico dell’architettura fascista e vuole esaltare la guerra e l’eroismo dei caduti. Fu proprio costruito sul Monte Busi perché era la porta d’accesso da ovest al Carso che fu teatro di tragiche battaglie. Attorno al sacrario si possono notare alcune trincee difensive però mai usate.

Il sacrario venne inaugurato il 18 Settembre del 1938, stesso giorno in cui Mussolini a Trieste annuncia l’emanazione delle Leggi Razziali.

Di fronte al Sacrario si trova il precedente cimitero militare costruito nel 1921 per raccogliere le salme di 30.000 soldati caduti. Era un cimitero costruito sul Colle Sant’Elia a cerchi concentrici dove ogni salma aveva un nome, una croce, una gavetta o altri oggetti simbolici. Tutto questo scompare nel 1935 quando il fascismo stava ormai preparandosi alla seconda guerra mondiale. Il Sacrario viene quindi costruito come uno schieramento militare con alla base la tomba di Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, comandante della 3ª Armata, cui fanno ala quelle dei suoi generali.

​

Noi studenti abbiamo visitato il sacrario il primo giorno accompagnati dai docenti, dalla vicepresidente della giunta e da due consiglieri regionali con la guida dello storico Franco Cecotti il quale ci ha tenuto una lezione sulla storia del monumento spiegandoci che al giorno d’oggi è diventato non solo un monumento di ricordo dei caduti ma soprattutto un monito contro tutte le guerre. I numeri che ci ha dato sono impressionanti: 600.000 morti nei tre anni della prima guerra mondiale, 450.000 nei cinque anni della seconda guerra mondiale.

bottom of page