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15 Febbraio - Fiume (Rijeka)

Il giovedì 15 febbraio l’intera giornata è stata dedicata alla visita della città di Fiume (Rijeka), oggi terza città della Croazia.

Ad accoglierci sulle sponde del fiume Eneo (Rjecina in croato) è stato Marino Micich, figlio di esuli fiumani e  direttore della Società di studi fiumani di Roma il quale ci ha raccontato le vicende della città di Fiume e dei profughi istriani.

Ci ha detto che la città per tutto l’800 ha fatto parte dell’impero austro-ungarico. Nella città vivevano italiani, croati, sloveni, ungheresi, tedeschi e altre nazionalità. Al censimento del 1910 risulta che la popolazione fosse in maggioranza di lingua italiana, tranne il distretto di Susak dove viveva la maggioranza croata.

Con la sconfitta dell'impero austro-ungarico nella prima guerra mondiale nella città segue un periodo d'instabilità e il potere viene conteso fra la popolazione italiana e quella jugoslava. Lo status della città di Fiume diviene quindi  un problema internazionale: la cosiddetta questione di Fiume.

Mentre era in corso la Conferenza di Pace di Parigi, in cui veniva discussa la spartizione dei territori appartenenti all’ex Impero Austro-Ungarico, un gruppo di irredentisti italiani guidati da Gabriele D’Annunzio decidono di occupare Fiume il 12 settembre del 1919 ( l’occupazione che verrà ricordata come ‘’L’impresa di Fiume’’ dagli italiani e ‘’Avventura di Fiume’’ dai croati) instaurando  la breve Reggenza del Carnaro.

In seguito al Trattato di Rapallo del 1920 nacque ufficialmente lo Stato libero di Fiume. Dal 1924 al 1945 farà parte del Regno d’Italia poi nella primavera del 1945 fu teatro di aspri combattimenti tra i nazisti e i comunisti di Tito che riuscirono a conquistarla. Già a partire dal maggio del 1945 iniziò l' esodo massiccio degli italiani da Fiume e dall'Istria quando ormai era scontata l'annessione di Fiume alla Jugoslavia. Si stima che nel periodo 1946-1954 oltre 30.000 abitanti fiumani se ne andarono nonostante le dure condizioni di esodo imposte dalle autorità jugoslave, come la consegna di tutti i beni. 

Nel 1947 Fiume passò quindi definitivamente alla Jugoslavia e dal 1991 alla Croazia.

 

Dopo aver attraversato il centro storico, ci siamo recati al Liceo italiano di Fiume dove nell’aula magna gli studenti fiumani e alcuni rappresentanti delle istituzioni hanno commemorato tutti i morti italiani, scomparsi per mano tedesca, jugoslava durante il Novecento.

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